MEDIATORE FAMILIARE

MEDIATORE FAMILIARE

DESCRIZIONE PROFILO

Il mediatore familiare è un soggetto neutrale e imparziale che interviene per agevolare la soluzione di conflitti nella coppia/famiglia. Aiuta le parti a comunicare in maniera costruttiva per raggiungere un accordo scritto, che sia soddisfacente per tutti i familiari coinvolti, evitando la via giudiziale. Dirime le problematiche di tipo relazionale, organizzativo ed economico che possono sorgere tra coniugi/conviventi, prima, durante e dopo il passaggio in giudicato di sentenze di separazione/divorzio (divisione delle proprietà comuni, assegno di mantenimento dei figli e/o alimenti al coniuge più debole, affidamento e gestione del tempo con i figli). Instaura un rapporto di fiducia con le parti, identifica le istanze di ognuno, sviluppa nuovi canali di comunicazione, stimola e incoraggia le abilità dei soggetti a negoziare una soluzione, esplora tutte le possibilità di accordo, nel rispetto assoluto della riservatezza. Sorveglia inoltre la correttezza legale della procedura di mediazione in completa autonomia dal circuito giudiziario e redige l’accordo di separazione consensuale e/o divorzio congiunto. Nello svolgimento della professione interagisce con figure quali assistenti sociali, psicologi, magistrati e avvocati.

CONTESTI OPERATIVI

Il mediatore familiare svolge la propria attività professionale in:

  • enti pubblici
  • privato sociale
  • libera professione

COMPETENZE

La Mediazione Familiare è sempre più riconosciuta come un metodo di lavoro strutturato che esige competenze specifiche nella risoluzione del conflitto al fine di aiutare le coppie nel passaggio da un confronto distruttivo alla ricerca comune di soluzioni a problemi precisi.

 

 

DURATA E REQUISITI

Durata 560 ore
– ore 360  area disciplinari in aula

– ore 200 di tirocinio/stage

Requisiti di ingresso
Possesso di titoli /Qualificazioni professionali attestanti il raggiungimento di un livello di apprendimento pari almeno a EQF 4, acquisito nell’ambito degli ordinamenti di istruzione o nella formazione professionale.  I candidati che abbiano conseguito detti titoli in un ordinamento estero devono inoltre possedere l’attestato di conoscenza della lingua italiana ad un livello non inferiore all’A2 del QCER. Sono dispensati dalla presentazione dell’attestato i cittadini stranieri che abbiano conseguito diploma di scuola secondaria di primo o secondo grado presso un istituto scolastico appartenente al sistema italiano d’istruzione.